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Penso che il buon cibo sia gioia ed espressione dei colori dell'anima di chi cucina e l'ingrediente speciale che rende gustosa ogni ricetta è l'Amore. Non saprei descrivere la ricchezza che mi da realizzare una ricetta nuova o della mia tradizione abruzzese... il mio sogno nel cassetto era avere una piccola trattoria in campagna...il cassetto non l'ho chiuso ed il sogno è ancora li...per adesso la mia casa è la trattoria dove ospito chi amo e questo blog è la mia trattoria per voi!



lunedì 28 novembre 2011

Un risotto alla pescatora "per beneficenza!!"

Sono un pò di giorni che guardo e riguardo le foto delle ricette da pubblicare e non riesco a decidermi per via di "poca luce" "..no questa è sfocata"..."questa è proprio bruttina"...ma poi mi sono detta che se aspetto di fare una foto ad una zuppa di cipolle alle 8,00 di una domenica (perchè avrei il tempo di allestire una scenografia decente) mattina quando la luce nella mia cucina è perfetta....non posterò mai più e il mio blog sarà orfano e abbandonato.
Poi mi sono anche ricordata che ho un blog di cucina e non uno di fotografia e che si è vero che si mangia anche con gli occhi...ma un paio di occhi senza una bocca per gustare,morirebbero di fame!
Per carità sarei un'ipocrita se dicessi che non mi interessa mostrare una bella immagine dei miei piatti o che non perdo almeno 5 minuti ogni volta che devo scattare per il blog,ma visto che dopo un pò si fredda e che sinceramente ,dopo una giornata di lavoro,ci piace mangiare un piatto di minestra calda e che ,oltretutto, sono simpatizzante più per il RISO della mia dispensa che per l'ISO della mia canon...
 posto lo stesso questo risottino un pò sfocato, in attesa che qualcuno inventi il modo per far sentire i profumi sul web....bè i miei piatti caldi avrebbero un gran successo!!
Detto questo passo subito alla ricetta che ha anche uno scopo benefico:
AIUTARE I BAMBINI DI ROCCHETTA VARA,
colpita dalle alluvioni di La Spezia.
I bambini in questione erano ospitati in una "Casa Famiglia" ora semi distrutta e inagibile a causa del fango e delle pioggie che l'hanno in parte sommersa.
L'idea nasce nel blog "La Melagranata" e vuole essere uno stimolo a dedicare pochi istanti e se si vuole piccole offerte per "aiutare " le responsabili del centro ad "aiutarli",inoltre le ricette che parteciperanno, diventeranno una raccolta i cui proventi serviranno proprio a ricostruire il centro! Che ne dite? Un'idea bellissima visto che alla nostra passione sarà unita la beneficenza di tanti:un matrimonio vincente e solidale!
Quindi vi chiedo di visitare il blog per saperne di più e di partecipare numerosi!

...pensiamo ai nostri bambini,ai nostri nipotini o fratelli più piccoli che a Natale riceveranno tanti giocattoli,regali e qualche cianfrusaglia e ci verrà più semplice privarci di qualche eurino per aiutare quei poveri ragazzi già sfortunati nella vita!

Risotto alla Pescatora 
per due
160 gr di riso classico per risotti
300 gr di scampi sgusciati
2 scampi interi per decorare
300 gr di totani e calamaretti
5/6 pannocchie
cozze e vongole a piacere
(non ricordo il peso esatto ma erano circa 15 cozze e
4 pugni di vongole)
olio evo
sale qb
1 ciuffo di prezzemolo
3 spicchi d'aglio
1 foglia di alloro
1/2cipolla  1/2 carota e una costina di sedano per il fumetto
2 bicchieri di vino bianco

Una volta puliti i molluschi e i crostacei (tenendo da parte testa e guscio degli scampi) procedete con il fumetto di pesce: mettete in una casseruola uno spicchio di aglio,la cipolla a pezzi grossi,la carota e il sedano a cubotti,un ciuffetto di prezzemolo,i resti degli scampi,le pannocchie fatte a metà (la pannocchia ha poca polpa ma regala ai piatti di pesce un gusto saporito e intenso per questo le metto nel fumetto e poi,eliminando la testa e la coda le uso per il risotto),1 cucchiaio di olio evo,fate rosolare per 5 minuti e aggiungete lentamente 1/2 litro di acqua calda (compreso il liquido filtrato dell'apertura delle cozze) e 1 bicchiere di vino bianco,dovrà sobbollire circa 45 minuti,schiumando di tanto in tanto poi farlo riposare 10 minuti e filtrare con un colino;mettere da parte per la cottura del risotto.
Ora penserete alla cottura dei pesci:
in una casseruola far rosolare uno spicchio d'aglio con un cucchiaio d'olio evo e aggiungere le cozze e le vongole con un ciuffo di prezzemolo,salare e far rosolare 10 minuti;
stesso procedimento per calamari,totani e scampi a cui aggiungerete anche i pezzetti di pannocchia scolata dal fumetto.
Nel frattempo potete cominciare con la cottura del riso:preferibilmente in un wok(che distribuisce lentamente e uniformemente il calore ai cibi senza farli attaccare) o comunque in un tegame antiaderente versate due cucchiai di olio evo e fate tostare il riso per 5 minuti rigirandolo con una cucchiaio di legno,salate e aggiungete 1 bicchiere di vino e farlo sfumare per poi, pian piano, aggiungere un mestolo di fumetto alla volta a metà cottura unire al riso tutti molluschi e i crostacei, tranne gli scampi interi che terrete da parte per la decorazione finale (se volete!!). Mantecate fino a portare a termine la cottura e spolverate con prezzemolo tritato. Se preferite, a questo risotto ,potete aggiungere anche un cucchiaino di zafferano che sarà sciolto in uno dei mestoli di fumetto!
Servite decorando (ma non è necessario ai fini del pasto!) con un ciuffo di prezzemolo e uno scampetto in bella vista!
Detto tutto?? Mi sembra di si...se ci sono errori o mancanze si accettano critiche o correzioni....ma nun esagggggerate!!!!

Ciriciaooooooooooooooo!!!!!
^_^



martedì 8 novembre 2011

Crostata con confettura fatta in casa di zucca fatta in casa

Penso di aver scelto di pubblicare questa ricetta per i colori della foto....dipingono le voci che dal profondo dell'anima vorrebbero venire fuori...con una vivace punta di arancione illuminata dalla luce si da la prima pennellata ma in un attimo tutti i colori si assopiscono diventando più silenziosi e quieti...perchè sanno che ormai è novembre ed è inutile far baccano...presto arriverà l'inverno!

Crostata con marmellata di zucca e fiocchi croccanti di mandorle

per la frolla

2 uova intere
1 tuorlo
150 gr di olio evo
250 gr di zucchero
400 gr di farina 00
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
la scorza grattugiata di 1/2 limone
un cucchiaino di rum

per la confettura di zucca
(con questa dose escono circa due vasetti)

1,200 kg di zucca
250 gr di zucchero
1/2 limone
5/6 chiodi di garofano
la puntina di un cucchiaino di cannella in polvere
un pizzico di noce moscata


una manciata di mandorle a lamelle

La confettura si può preparare quando si vuole per poi usarla come e quando serve:
fate a pezzi grandi circa 2 cm la polpa della zucca privata dai semi e pulita dai filamenti,mettete i quadrotti in un tegame antiaderente dai bordi alti e unite tutti gli altri ingredienti (per facilitare l'eliminazione dei chiodi di garofano dopo la cottura,infilzate il mezzo limone con gli stessi).

A fiamma bassa portate ad ebollizzione mescolando di tanto in tanto finchè tutto il liquido che viene fuori sarà ritirato (circa 1 ora e 1/2) e se volete un sapore più delicato eliminate il limone con i chiodi di garofano prima di terminare la cottura.
Versare la confettura ancora bollente nei barattoli (io uso quelli "quattro stagioni" con il tappo dorato o riciclo quelli delle marmellate comperate) chiudere bene bene e mettere a testa in giù avvolti in una copertina così che il raffreddamento sia lento e graduale.
Completamente freddi sono pronti per essere conservati in dispensa.

La frolla è quella all'olio extravergine d'oliva e io la faccio come una normale frolla facendo sul tavolo la fontana con la farina e il lievito e impastando gli altri ingredienti al centro di essa,formando un panetto morbido che non si attacca alle mani.
 Mettete via 100 gr di impasto e con il resto rivestire una tortiera con cerniera apribile e se vi piacciono potete ricoprire il fondo della crostata con degli amaretti sbriciolati prima di farcire con la confettura di zucca,ricoprire con briciole di frolla lamelle di mandorle.
Infornare a 180° per circa 30 minuti o finchè la frolla non risulti dorata e biscottata.
Vi assicuro che con una calda tazza di the riscalderà le giornate d'autunno...non ancora freddissime ma già orfane delle passeggiate al sole di settembre e se il the verrà condiviso con una persona amica anche il cuore si riscalderà.

Buone cose a tutti voi!

Con questa ricetta partecipo al contest di
"Farina,lievito e fantasia"







mercoledì 19 ottobre 2011

Quando si dice "Buono" come il pane..semi integrale alle olive

Come mi piace il post che sto per scrivere....e quando ci vuole me la canto e me la ballo da sola!!!
Mi piace perchè è saporito,colorato (finalmente una foto che viene bene)..mi piace perchè è croccante e profumato,morbido e appagante...mi piace perchè la protagonista è una fragrante,semplice ma materna pagnotta di pane.
Perchè chi mi conosce lo sa...toglietemi tutto ma non il mio pane e se ci metti che a fargli da compagnia c'erano due fette di mortazza profumata al pistacchio e le olive abbracciate alla mollica come tante stelle abbracciate al cielo...è diventato il pranzo ideale se la fame è tanta e il tempo è poco!
Inoltre questo è il pane che quando viene messo in tavola viene accolto da "Ma amore...hai fatto il pane che piace a me!!?" "Si" !   ^_^
In fondo cos'è il pane se non la ricchezza delle nostre dispense? C'è un racconto del mio papà che ascolto sempre con dolce attenzione e mi fa ogni volta riflettere...quando era ragazzo mio nonno, in casa non c'era molto,anzi..ma ,ringraziando il cielo,la sua era una famiglia di contadini che dalla terra riusciva a ricavare il necessario per condurre una vita dignitosa e rispettabile. Il raccolto e tutto quello che i pochi animali da cortile riuscivano a produrre, verdure,uova e formaggi, veniva venduto  per mettere via qualche soldo e quello che avanzava dal mercato ,veniva consumato in casa.
Un giorno alla mia bisnonna regalarono delle sarde e lei le cucinò in padella per il padrone del loro terreno,quindi mio nonno si dovette accontentare di fare la scarpetta con del pane nell'olio di cottura...uscito fuori nel cortile,l'aspettava un vicino di casa,suo amico, con un tozzo di pane secco,attirato dal profumo del pesce...si sarebbe accontentato di strofinare il suo pane su quello del nonno,che aveva il sapore del pesce....se penso a tutto il pane che viene buttato oggi nella spazzatura...se penso che oggi si riempiono i carrelli della spesa con ogni genere di cibo...siamo capaci di comperare alimenti con l'80% di conservanti,il 10% di coloranti,il 5% di mistero e il 5% di cibo!! Ma non sarebbe meglio una fettina di pane con un filo d'olio e una carezzina di sale!?  No no no.....non mi dite che fare il pane è difficile,che richiede tempo e che state tutto il giorno fuori per lavoro...il pane che vi propongo oggi fa tutto (o quasi) da solo!!
E' un pane per donne-manager in carriera con l'hobby del voler fare tutto in casa!!

Pane senza impasto semi integrale alle olive

250 gr di farina manitoba
100 gr di farina 00
150 gr di farina integrale
2,5 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
350 ml di acqua a temperatura ambiente
un abbondane pugno di olive nere denocciolate e
spezzettate grossolanamente
1 filo d'olio

Aiutanti:
Una ciotola molto capiente
Un canovaccio pulito di cotone

Sciogliete il lievito nell'acqua,mettete le farine nella ciotola con il cucchiaino di sale e le olive,mischiate gli ingredienti e versate tutta l'acqua mescolando velocemente così da ottenere un impasto grezzo e appiccicoso...non preoccupatevi,dev'essere così! Lasciate il panetto al centro e circondatelo da un filo d'olio. Sigillate la ciotola con della pellicola trasparente da cucina e avvolgetela con una tovaglia pulita o con una copertina. Ora riponetela in un angolino non ventilato o nel forno spento e dimenticatevi di lei...è timida e vuole stare per i fatti suoi durante la lievitazione.
Fate passare dalle 12 ore (d'estate) alle 24 (d'inverno) riprendete l'impasto che si sarà esteso in tutta la ciotola e sarà molliccio,rovesciatelo sul piano di lavoro infarinato e con le dita infarinate ,premete leggermente per allargarlo un pò...cercate di formare un quadrato che ripiegherete su se stesso..ora starete pensando "Ecco lo sapevo che era difficile!!!"...non avete scampo:ecco il link da sbirciare per capire cosa sono le pieghe.
Ponete la pagnottella ottenuta con le pieghe sotto in una ciotola più piccola coperta da un canovaccio infarinato,ricoprite con i lembi del canovaccio e fate lievitare un'ora (anche un pò di più se volete un pane più soffice) nel forno spento.
Ci siamo quasi: tirate fuori la ciotola,accendete il forno a 200° e ponete il panetto in una teglia appena strofinata con un pezzeto di carta unta,date tre tagli con un coltello affilato e infornate:
per 20 minuti a 200°
per altri 60 minuti a 170°

...che ve ne pare? Colorata la crosticina? Il profumo ha invaso tutta la casa? Bene è pronto!
Sfornate,abbracciate il vostro pane con un canovaccio pulito e coccolatelo un pò mentre si raffredda...ora non vi resta che scendere sotto casa,recarvi dal salumiere e acquistare 200 gr di mortadella con il pistaccio o di prosciuttella rustica,se vi piace, anche due fettine di provolone piccante e, se il frigo ne è sprovvisto,due birrette fresche fresche...
....sono sicura che il caviale non è così buono e soprattutto non rende così felici!!!!!!

Il consiglio in più: la pagnottella che ne esce fuori non è molto grande ma se siete solo due cuori e una capanna,potete affettare il pane e riporlo in freezer in un sacchetto,così avrete la comodità di tornare dal lavoro,tirare fuori le fette che servono e passarle 5 minuti in forno...come nuovo...e quando proprio il pane diventa "stanco" e non è più buono,prima di buttarlo o di farlo diventare verde,ponetelo in una ciotola aperta,fatelo seccare e usatelo per fare polpette,ripieni o torte...o se proprio è un piccolissimo tozzetto,sono sicura che nel vostro giardino,o sul vostro davanzale gli uccellini gradiranno!
Lo so che raccontato sembra una favoletta per bambini,ma è davvero così semplice riuscire a "NON buttare il pane"...non ci vuole tempo o organizzazione,ma solo volontà...
...scusate non volevo fare la moralista bigotta ma quando ero piccola mi hanno sempre insegnato che " il pane non si butta..è peccato"e che se cadeva del pane a terra,prima di buttarlo,gli si dava un bacino...io lo faccio ancora...a volte è così bello restare un pò bambini.

Il pane è una cosa seria!
^_^





giovedì 13 ottobre 2011

Cozze alla tarantina

Fiuu che fatica....ma alla fine ho vinto io e le cozze sono finite dritte dritte nel coccetto!
Questa storia (è breve tranquilli!) nasce perchè alla mia metà piacciono tanto le cozze e quando le preparo prendo sempre quelle già pulite o quelle surgelate.....lo so che una brava casalinga non fa queste cose...ma io sono anche una "donna in carriera" (???) e quando non c'è mai il tempo si fa come si può! Questa volta ho voluto fare tutto da me...il tempo non mi mancava,visto che avevo tutta la notte davanti e il desiderio di farlo felice non è mai assente quindi mi sono messa all'opera:da brava massaia sono andata dal pescivendolo e ho preso il mio bel sacchetto di cozze...ok e ora?? Bè ragazzi sarò anche una casalinga e una cuoca volenterosa ,ma d'imparare non si smette mai e allora....allora vado sul "mio" motore di ricerca personale: Chabbina!
Mi da tutte le dritte necessarie per la corretta pulizia e io cercando di non disturbarla troppo.......la chiamo e la messaggio una ventina di volte!!!!!!!!!!!!!!!  ^_^
Il risultato?Un prelibato coccetto di "Cozze alla Tarantina" per due e un'amicizia sempre più bella!!!!
La ricetta io l'ho trovata su Giallo Zafferano,ma poi ho adattato le dosi e i gusti alle nostre esigenze quindi, per due belle personcine innamorate, ho coinvolto:

1 kg di cozze freschissime
2 spicchi d'aglio
1 abbondante ciuffo di prezzemelo
1 pizzico di sale
4 generosi cucchiai di olio evo
1/2 bicchiere di vino bianco
200 gr di pelati
2 fette di pane tostato
(io ho usato il classico filoncino)
...e tanta tanta pazienza!

Per la pulizia delle cozze (se non l'avete mai fatto) guardate qui e prendete una giornata di ferie!!! Si scherza tranquilli,per 1 kg di cozze io ho impiegato circa 45 minuti...non so se è tanto o poco ma considerate che in queste cose sono un pò pignoletta e dovevano brillare!
Bene ora avete le cozze pulite e ,se avete seguito il video,anche precotte!
Attenzione:quando scolerete le cozze,non buttate il liquido di cottura che rimarrà nella pentola,ma filtratelo e mettetelo da parte, servirà per la cottura finale e darà sapore al vostro piatto!
In una casseruola capiente mettete due dei quattro cucchiai di olio,lo spicchio d'aglio e parte del ciuffo di prezzemolo,unite le cozze e fate insaporire per 2 minuti,sfumate con il vino bianco e fatelo ritirare completamente;nel frattempo in un'altra casseruola mettete il restante olio evo,lo spicchio d'aglio e se vi piace, un pezzetto di peperoncino...fate rosolare 2 minuti e unite i pelati,schiacciandoli con una forchetta,unite il liquido di cottura delle cozze e fate cuocere per circa 5 minuti;è arrivato il momento di far incontrare le cozze con il loro sughetto e di regalare all'olfatto una sensazione di profumato piacere.
Ora che sono insieme,fate amoreggiare i pelati con i molluschi per qualche minuto,finchè il sugo non risulterà asciutto e corposo...trasferite su un letto...scusate... su un piatto da portata (io avevo il coccio, perfetto per queste pietanze) e accarezzate con una spolverata di prezzemolo tritato....nel frattempo avrete tostato due fette di pane da pucciare nel sughetto,ma se siete ghiotti come me,anche più di due. Non vi resta che gustare insieme ad un buon bicchiere di bianco fruttato e fresco....di regola:leccarsi le dita.

Consigli per il giorno dopo:comperare un profumo per ambienti da tenere in cucina per una settimana...il tempo di persistenza dell'odore del pesce in casa.....soprattutto se questa era solo la prima portata!!

Il resto della cena?? Alle prossime puntate!!
Buona giornata di sole a tutti voi!!!

mercoledì 5 ottobre 2011

Gnocchi di ricotta e quel simpatico occhiolino


Non so perchè ma l'autunno mi parla dei ricordi più belli,mi accarezza con i profumi e i colori più cari alla mia memoria e lascia nel mio cuore quel retrogusto di dolce malinconia per tempi che non torneranno più....per stati d'animo che, pur ricreando le stesse situazioni,non saranno mai gli stessi..perchè sono passati tanti anni,perchè una volta le guanciotte di questa "bambina" erano più rosse e più tonde e quando la sua mamma le metteva il grembiule sembrava il mantello di un super eroe...perchè a volte vorrei tanto tornare anche per soli 5 minuti ad incontrare quegli occhioni verdi che osservavano tutto come fosse la cosa più preziosa che avesse mai visto.
E la ricetta che vi propongo oggi fa parte di quel mondo a quattro mani (le mie piccole e paffute e quelle della  mia mamma,grandi e magiche) perchè quando in casa si facevano gli gnocchi io ero felicissima non solo per il buonissimo pranzo che avrei consumato ma per il simpatico compito che era mio ...tutto mio:fare l'occhiolino agli gnocchi!!  E per "occhiolino" non vuol dire che ci provavo con i pezzetti di pasta ma che con il mio polliciotto dovevo fare, al centro dello gnocco, la fossetta che avrebbe ospitato il sugo! Slurp!
Questi che vi propongo oggi sono un pò diversi da quelli che facevo con la mia mamma perchè al posto delle patate c'è la ricotta,ma vi assicuro che sono altrettanto buoni e un pò più saporiti! Li ho scoperti grazie ad una mia zia che mi ha gentilmente dato la ricetta!

Per 4 persone

500 gr di ricotta vaccina ben asciutta
300 gr di parmigiano garttugiato
100 gr di pecorino grattugiato
200 gr di farina
1 uovo intero
1 pizzico generoso di sale
 farina per la lavorazione

Io ho lavorato tutto in una ciotola in questo modo:in una ciotola capiente lavorate la ricotta con l'uovo e il sale facendo amalgamare ben bene i due ingredienti;aggiungete a pioggia il parmigiano e il pecorino (come suggerisce la mia zia se volete un sapore più delicato potete sostituire il pecorino con altro parmigiano),unite di seguito la farina e impastate sul piano di lavoro leggermente infarinato ,formando una pagnottella liscia e soda.
Ora prendete l'impasto e date forma a dei filoni di circa un 1,5 cm di spessore (sta a voi la scelta di pezzi piccoli o grandi come più vi piace) tagliate dei toccheti di 2 cm (ripeto che io vi do le  mie misure ma non è una regola) e .....e qui arrivava il mio fondamentale e prezioso lavoro:con il pollice infarinato fate una leggera pressione su ogni gnocchetto,ma attenzione la pressione non dev'essere statica ma con un movimento delicato verso l'esterno...uhuuu com'e difficile spiegarlo... come se con il pollice voleste capovolgere gli gnocchi. Forza provatene qualcuno e vedrete che farlo è di una facilità "infantile"!! Però la mia mamma per fare prima aveva un segreto che io scoperto quando ero ormai grandicella: mentre io ne facevo uno,lei ne faceva 10 e li buttava dalla mia parte....e io ho sempre pensato "Caspiterina come sono veloce a fare ste fossette...un giorno diventerò qualcuno in cucina!!!"....e infatti sono diventata la "latitante" dei miei fornelli.
Per condirli io ho usato un ragù al basilico e una buona manciata di parmigiano....vi assicurò una bontà...come? Volete una foto? .................uhmmm...dovete fidarvi perchè avevo ospiti a cena e l'ho dimenticata.... ^_^

Baci baci!!

mercoledì 28 settembre 2011

Un "dolce" ritorno:Crostata con frolla all'olio evo

L'avevo promesso ed eccomi qui!
Le vacanze ormai sono un lontano ricordo,l'azzurro del mare è imprigionato nelle foto e le risate e i colori di quei giorni spensierati custoditi nel cuore; i pensieri e gli intoppi delle scorse settimane fortunatamente sfumati in qualcosa di più gestibile e così nasce questa pagina...profumata,dolce,soffice e tanto cara ai miei pensieri! E si perchè quando oltre allo stomaco,mangia anche il cuore tutto è più gustoso!
Questa crostata con la frolla all'olio nasce dall'esigenza di un dolce buono,che avesse il sapore della famiglia (perchè in famiglia si sarebbe gustato),dell'autunno che sta arrivando ma che fosse senza burro...e allora che si fa? S'inventa? A volte va anche bene ma visto che sul ricettario c'era un'ottima base, perchè non prendere spunto da li e modificare all'occorrenza?!
Detto fatto! Per l'originale ringrazio ancora una volta le bellissime Pellegrine per la loro frolla che trovate qui,per la mia vi posto di seguito gli ingredienti e il da farsi!!

Crostata di Frolla con olio EVO

4oo gr di farina 00
150 gr di olio evo
250 gr di zucchero
2 uova intere
1 tuorlo
1 pizzico di sale
la buccia grattata di 1/2 limone
1 carezzina di rum
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino colmo di lievito per dolci

In una ciotola capiente versate la farina setacciata con il lievito e create con la stessa una fontana dove batterete, con un frustino manuale o con la forchetta,  le uova (le 2 intere più il tuorlo) con lo zucchero,il limone,il rum e la vanillina;aggiungete l'olio extravergine d'oliva,il pizzico di sale e impastate velocemente fino a formare un'impasto morbido e omogeneo; fatelo riposare per circa una 30 ina di minuti coperto con un canovaccio (io l'ho tenuto fuori dal frigo). Riprendete l'impasto e foderate una teglia rotonda ( o quadrata come più vi piace) del dm di circa 25 cm farcite con una marmellata a vostro gusto e infornate a 180° per circa 30/40 minuti.
Io ho usato una marmellata di fichi bianchi e una d'uva nera ,l'abruzzese "Scrucchiate" (entrambe fatte in casa da quell'angelo della mia mamma) che da noi è molto usata per farcire crostate e i tipici dolci natalizi.
Ma di questo "oro nero" ve ne parlerò più in là in un post tutto suo,sperando di non tardare troppo così chi vorrà provare a realizzarla avrà ancora le materie prime in circolazione.
Bene nel frattempo la nostra crostata sprigiona un odorino niente male e io incrocio la dita che sia buona al pari di una frolla burrosa....la faccio raffreddare un pochino e zac..zac..ne taglio una fettina.....in un attimo ho avuto in bocca gli anni della mia infanzia quando si vendemmiava e la mamma con l'uva rimasta sulle viti preparava questa squisita marmellata con cui farciva le crostate della merenda...e una volta il burro si comperava poco perchè c'era la sana abitudine di usare solo i prodotti casalinghi,quelli sani senza conservanti dai colori e i sapori genuini!
Che meraviglia...ma l'ha ricordata così tanto che questa frolla non la lascio più.
Il consiglio di Milù:è una frolla molto tenera per questo non dev'essere stesa troppo sottile e va consumata in un paio di giorni (anche dopo è buonissima ma difficilmente supera il terzo giorno!!!)

Spero di aver recuperato il tempo dell'abbandono e di avervi deliziato con questo "dolce" ricordo!
Un abbraccio a tutti!
A presto!
^_^

giovedì 22 settembre 2011

.....autunno


Quando le foglie
si tingono di tramonto,
quando l'estate
raggiunge la sera,
è tempo
di guardare indietro,
a quello che hai preso,
a quello che lasci.

L D B

...non me ne vogliano i miei amici...non me ne voglia chi ogni tanto viene a farmi visita e non trova nulla di nuovo...non me ne voglia chi non mi vede più nel suo blog ...
...mi dispiace tantissimo dover trascurare il vostro e il mio ricettario virtuale ma il lavoro e i casi più o meno colorati della vita mi tengono impegnata altrove.
Ci tenevo a dirvelo perchè mi dispiacerebbe tanto che possiate pensare che Milù s'è fatta snob.
Vi auguro tiepidi giorni e colorate emozioni e spero di tornare presto....prima di dover pubblicare un panettone,"comperato" oltretutto!
Un abbraccio a voi!
Milù